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San Gennaro patrono di Napoli

La figura del patrono della città, sintetizzata per sineddoche nell’icona della sua Mitra nei cioccolatini Nero Vesuvio, è una delle più amate dal popolo napoletano e uno dei Santi più venerati in assoluto.

Vescovo di Benevento, San Gennaro fu eletto dagli stessi abitanti di Napoli come patrono della loro città dopo che egli la ebbe “salvata” da eruzioni del Vesuvio e pestilenze. Fu martirizzato il 19 settembre del 305 d.C. da Diocleziano e divenne principale patrono di Napoli nel 472 – soppiantando il precedente patrono S. Agrippino vescovo – dopo che, in occasione di una violenta eruzione del Vesuvio, la sua tomba era diventata meta di pellegrinaggi e preghiere per invocare la sua protezione.
Fu canonizzato ufficialmente da Sisto V nel 1586 (ma già veniva considerato “santo” a partire dal V secolo).

Il Santo patrono, ancora oggi, prende attivamente parte alla vita della città con la tradizione del “sangue che si scioglie“: un avvenimento che si ripete tre volte l’anno di cui la più conosciuta è senz’altro quella del 19 settembre, giorno dedicato appunto a San Gennaro, il primo sabato di maggio e il 16 dicembre.

Nonostante i suoi attributi iconografici siano il bastone pastorale e la palma, simbolo del martirio, è la Mitra che lo identifica. Il prezioso copricapo d’argento dorato risale al 1713 ed è caratterizzato da oltre 3.694 tra smeraldi, rubini e brillanti. E’ visitabile al Museo del Tesoro di San Gennaro insieme ad altri straordinari capolavori donati al Santo Patrono di Napoli.

Caterina Gambardella

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