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L’ex voto, cos’è per i napoletani?

La quarta e ultima icona presente nelle scatole dei cioccolatini Nero Vesuvio è l’ex voto, simbolo di una tradizione popolare che mischia tra loro aspetti sacri e profani portando inconsapevolmente avanti un modo antichissimo di interfacciarsi con la divinità.

“Ex voto”, tradotto in modo letterale dal latino, significa “a seguito di un voto“: essi sono, infatti, doni di vario genere – soprattutto raffigurazioni di parti corporee in argento, targhe con incisioni di ringraziamento e così via – offerti a Dio o ai santi (nell’epoca preistorica agli spiriti e in seguito agli dei) in cambio di una grazia ricevuta o a seguito dell’adempimento di una promessa fatta.

Gli ex voto sono, a tutti gli effetti, una comunicazione diretta di devozione e speranza fatta dall’uomo alla divinità, l’espressione personale e, insieme, collettiva, di una fede intrisa di pietà e venerazione.

Questo loro aspetto “collettivo” rendono gli ex voto anche un documento storico e di costume, una preziosa testimonianza dal forte valore artistico e simbolico.
A Napoli, ne possiamo ammirare tantissimi nella chiesa del Gesù Nuovo, dedicati principalmente a uno dei santi più importanti del novecento per la storia della città, San Giuseppe Moscati.

Chiara Serra

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